martedì 4 ottobre 2016

Ecco che cosa intendo quando dico che 'soffro d'ansia'



 Quando dico di soffrire di un disturbo d'ansia, nella maggior parte dei casi la gente si limita ad annuire, e a venirmi a dire che andrà tutto bene. Quando succede che io dica: "Perdonami, oggi per la mia ansia è proprio una brutta giornata, non è che magari possiamo spostare l'appuntamento?", allora mi sorridono, provando a rassicurarmi del fatto che non ci sia niente di cui preoccuparsi, e che se mi decido ad alzarmi dal letto allora mi renderò conto che in realtà è tutto ok. Quando poi non mi va d'andarmene in giro per locali, essendo consapevole di come l'alcool non faccia altro che peggiorare le mie tendenze ansiose, a quel punto mi sento rispondere: "Ma se stai benissimo. Vedrai che ti divertirai. Andiamo a sfogarci un po'!".

 Intanto il cuore mi batte all'impazzata, tanto che temo che si noti anche da fuori. Ma non è così. In realtà, per quanto mi giri la testa, è sempre ferma al posto suo. I miei occhi non sono storti come mi sembrerebbe che fossero, a giudicare dalla vista appannata. Le mie ginocchia non tremano, nonostante i muscoli fatichino a resistere alla tentazione di cedere. Non sono impallidita tutto a un tratto, e i miei occhi non sono iniettati di sangue. No, dall'esterno non è cambiato niente. Ho i capelli puliti. Indosso capi intonati. Sono viva, vegeta e respiro. Quindi va tutto bene, no?

 Ed è proprio questo il problema dei disturbi d'ansia. Dall'esterno sembriamo a posto. È ovvio. Non siamo azzoppati. Non ci hanno tagliato la lingua. Non abbiamo ferite o lividi. Del resto l'ansia non è una disabilità fisica. Il che però non la rende per niente meno debilitante.
L'ansia è un disturbo complesso, e non si risolve con un sorriso, o semplicemente annuendo. Dirci che è tutto okay non ci aiuta, ma ci fa male, perché nessuno sembra prenderla sul serio. 

Perciò ecco quel che vorrei farvi sapere su che cosa significhi lottare con l'ansia.

 Ci sono giorni in cui riesco ad arrivare a fine giornata senza dovermi fermare a respirare, o a prendermi uno Xanax. Giorni in cui sono in grado di ridere e sorridere. D'esser produttiva e andare al lavoro, uscire a cena, andare a vedere un film cogli amici. E credetemi, mi rendo conto di quanto sia difficile capire come si possa star bene un giorno, e quello dopo non sentirsi neanche in grado d'alzarsi dal letto. Ma è così che funziona.

Il che mi porta al punto successivo:

 L'ansia è una strana bestia. Per un paio di giorni lascia che me la spassi, tanto da iniziare a convincermi che, hmm, forse me ne sono finalmente liberata. Trascorre qualche giorno, e poi una mattina mi sveglio incapace di pensare lucidamente dato che, e non si capisce bene il perché, la bestia s'è riaffacciata, e non ho modo d'impedirglielo, perché al mio risveglio me la son già ritrovata acquattata addosso e sorridente, come se le avessi dato il benvenuto.

Può arrivare a paralizzarti del tutto.

 Non so se sia così per tutti, ma so che è un aspetto importante del mio disturbo d'ansia. Quando arriva, mi blocco. Posso anche alzarmi e far finta che la giornata proceda come sempre, ma il mio cervello è altrove, prigioniero del mio "demone" di turno. E non riesco a pensare a niente se non alla mia incapacità di pensare, di respirare o di provare alcunché. Provate un attimo a immedesimarvi. Il mio cervello mi sembra letteralmente paralizzato, come se fosse incagliato in una specie di limbo senza porte, finestre o alcuna via d'uscita.

Sapete qual è l'aspetto peggiore? Che là dentro sono completamente sola.

 È in grado di rovinare i vostri rapporti. Non solo quelli sentimentali, ma le relazioni di ogni genere. È un problema in grado di distruggere le vostre amicizie così come le vostre storie. L'ho provato sulla mia pelle in entrambi i casi, e si tratta del tipo peggiore di cesura. Perché, vi chiederete. Perché non è colpa nostra.

 È un disturbo che, se non si è preparati a curarlo nel modo adeguato, col tempo può esplodere. E a un certo punto, per un'altra persona, può diventare un peso troppo grande da sopportare. Se diventano tanto intimi da cominciare a vivere sulla propria pelle gli effetti della vostra ansia, per loro può diventare troppo, tanto che a salvaguardia della loro stessa salute mentale possono arrivare a tagliare i ponti. E quando accade, fa male da morire. Non si può fargli una colpa, perché del resto se mi venisse offerta la possibilità di scegliere di starmene alla larga dall'ansia, io lo farei senza pensarci due volte.

 Aver fiducia in qualcuno può diventare quasi impossibile. Pare brutto scaricare i propri problemi di mancanza di fiducia sull'ansia, ma in tutta onestà non è uno scaricabarile, è solo questione di attribuire le giuste responsabilità. L'ansia non manca mai di farti pensare il peggio ogni volta.

 Se qualcuno non risponde a un messaggio, allora è chiaro che io non gli piaccio più. Se qualcuno non mi manda un messaggio per primo, allora significa che a me non ci pensa affatto. Se qualcuno in un determinato momento ha degli impegni? Beh, allora lasciamo proprio perdere. Vorrà dire che ha cose migliori da fare che trascorrere del tempo in mia compagnia. Sembra tutto così assurdo, vero? Benvenuti nella vita ansiosa. Non abbiamo niente da offrirvi, spiacente, ma magari vi andrebbe di sedervi al tavolo per uno, in compagnia di una solitudine debilitante? No? Ecco, mi pareva.

 Davvero credete che se potessi scegliere preferirei deludere le persone che mi vogliono bene, visto che non riesco ad affrontare neanche una semplice uscita serale? Credete che mi piaccia sentirmi talmente in apprensione all'idea d'alzarmi dal letto che invece di andare al lavoro finisco per starmene a piangere davanti a Grey's Anatomy per tredici ore di fila? Magari no. Al posto mio lo fareste? Ne dubito. Perciò, quando venite a dirci che stiamo solo facendo una scena, per ottenere un po' d'attenzione, fermatevi un attimo a pensare a ciò che ci state dicendo. Nessuno, e lo ribadisco, nessuno vorrebbe trovarcisi.

Vorrei non esser fatta così, lo desidero ogni giorno.

 Non c'è giorno che io non senta quella vocina dentro di me che mi fa notare come sarebbe tutto splendido, nella mia vita, se solo non fossi fatta così. Se solo non soffrissi d'ansia, sarebbe tutto OK. Potrei sentirmi felice sul serio, e convincermi che la felicità non sia solo una barzelletta, o una finzione; che non ci sia una spada di Damocle che pende sopra di me. Il problema è che non c'è alcuna spada. Ma non è così che son fatta.

 Per me, indipendentemente da quanto mi possa ripetere che va tutto bene, e che mi sto solo facendo delle complicazioni assurde, non c'è mai niente che vada "per il verso giusto". Anzi, anche le cose più piccole risultano disastrose.

Ci sono cure, e sono disposta a provarle tutte. 

A  molti di coloro a cui viene diagnosticata l'ansia vengono prescritti dei medicinali (www.adaa.org/finding-help/treatment/medication) per tenerla sotto controllo. Nella maggior parte dei casi servono a smussarla, rendendomi un po' più in grado di funzionare nella vita quotidiana. Però limitarsi alle medicine di solito non basta.

 Ho provato con la palestra. Le endorfine sono spesso di grande aiuto (www.adaa.org/living-with-anxiety/managing-anxiety/exercise-stress-and-anxiety). Molti frequentano corsi di yoga e di respirazione. In teoria dovrebbero servire, non li ho ancora provati ma sono i prossimi nella mia lista.

 Di cose che mi rendono felice ne faccio parecchie. Scrivere, cantare e i miei libri da colorare per adulti sono tutte attività che mi consolano molto. Oltre a queste cose ho scoperto che la terapia del dialogo è l'arma migliore, e vale ogni centesimo. Avere a disposizione un terapista che è sempre dalla tua parte, e a disposizione anche solo per parlare senza mai giudicarti o biasimarti per la condizione in cui ti trovi è un'esperienza liberatoria. Lo raccomando caldamente a chiunque si ritrovi a lottare con l'ansia.

 Ma ci vorrà tempo. Lottare con l'ansia può essere una battaglia senza fine, durante la quale si va incontro a frequenti passi indietro e crolli. Personalmente ci sto ancora lavorando, e non è facile. Per niente. Questa in realtà è la cosa più difficile in assoluto che mi sia mai trovata a dover fare in tutta la mia vita. E io ne ho passate tante. Ma l'ansia vince il primo premio.

 Imparare a superare l'ansia è il compito più difficile che mi sia mai stato chiesto di portare a termine. Questi pensieri, quelli che non sono davvero miei, per la mia anima sono veleno. Però quando riesco a portare a casa una vittoria, in quei giorni mi pare di poter affrontare tutto il mondo. Vorrei potermi sentire così ogni giorno, e non mi fermerò finché non sarà così.

 Perciò le cose stanno così: l'ansia può essere una roba ardua e spaventosa da affrontare. Non è una ferita visibile, ma ciò non la rende meno legittima. Intorno a noi abbiamo bisogno di persone disposte ad aiutarci e a sostenerci, e a capire che abbiamo bisogno di tanto aiuto e sostegno. Se riterrete di non essere in grado di reggere l'impegno necessario a far parte della mia vita, non ve ne farò una colpa, ma ciò che vi chiedo è di non alimentare in me false speranze.

 Quando dico che "soffro d'ansia", dunque, ecco che cosa intendo. Trattatemi con gentilezza. Siate pazienti con me. Sostenetemi. Sappiate che qualunque cosa faccia, rifletto sempre sulle conseguenze che ha su di voi. Ogni giorno lotto per riprendere il controllo della mia vita, comprendetemi. Sono una bella noia, e ne sono consapevole. Non è sempre facile avermi vicina, ma se me lo permetterete, per voi ci sarò sempre. Non dimenticherò mai il modo in cui siete rimasti al mio fianco, anche nei momenti in cui i più avrebbero mollato.

 Quando dico che "soffro d'ansia" il mio è un avvertimento -- ecco ciò che vi aspetta -- e allo stesso tempo un grazie per avermi scelta comunque. Nel caso voi o qualcuno che conoscete stiate provando i sintomi dell'ansia, vi prego di mettervi in contatto col vostro medico.

Questo post è stato pubblicato per la prima volta su Huffpost Usa ed è stato poi tradotto dall'inglese da Stefano Pitrelli


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