domenica 31 agosto 2014

Tecniche di Meditazione


a cura di Italia Salute
http://www.italiasalute.it/news.asp?ID=2336 


  Come la cultura indiana afferma, ciò che sta nel mentale, risulta dalle impressioni che i fatti della vita hanno determinato in noi attraverso i sensi. Gli avvenimenti sono comparabili a film archiviati che costituiscono la nostra memoria storica. Attraverso un particolare e complesso meccanismo, tali pellicole vengono riproposte al conscio e rielaborate, per non dire “ricolorate”, dal nostro regista interiore e dai suoi stati d’animo. 

  Egli essendo in continua evoluzione le rivede modificandole in continuazione. Si tratta pur sempre di passato, anche se rielaborato, e quando manca la conoscenza viene purtroppo scambiato per presente. Le vie orientali sono impegnate da migliaia di anni nel tentativo di riportare l’uomo nel presente proponendone la sperimentazione nella coscienza. Anche per questo, un termine più adatto per definire tali pratiche potrebbe essere "contemplazione". E, specialmente nelle tradizioni dell’India, la contemplazione assume una grande importanza, al punto, da essere considerata nelle pratiche spirituali determinante ai fini dell’illuminazione. 

  In ogni caso, i conti vanno sempre fatti con il mentale e gli antichi maestri hanno proposto vari metodi per ottenere il superamento del suo contenuto: essi vanno dall’induzione o suggestione all’inganno, dal rallentamento dell’attività alla raffinata e univoca concentrazione. Come dice il maestro Amadio Bianchi, "la via dell’inganno, ad esempio, implica la conoscenza e lo studio dei procedimenti usati dal mentale per poterli aggirare mediante astuzia; la via del rallentamento si persegue con la riduzione dell’attività mentale attraverso appropriate tecniche di rilassamento o ascetiche; la via della raffinata univoca concentrazione, elegge come strumenti preferiti il mantra, lo yantra, e qualsiasi altro strumento che faciliti la focalizzazione della mente in un punto". In qualche caso è ammesso passare attraverso uno stato di sovraeccitazione attraverso un carico specifico, che tende a uniformare le onde cerebrali fino a farle divenire un unica onda dello stesso tipo. 

  La pratica, tuttavia, considerata più produttiva dalla maggior parte dei maestri è quella che sviluppa il “vairagya” o distacco. Questa, che promuove la capacità di contemplare il proprio mentale, senza venirne coinvolti, è reputata la via della conoscenza. Facciamo di nuovo un passo indietro e prendiamo ancora in considerazione taluni metodi comuni soprattutto in uso nelle scuole di yoga occidentali, basati sull’induzione o autosuggestione. Dice Bianchi: "Ritengo che essi siano conseguenza dell’approccio di tipo salutistico che l’occidentale mette in atto nei confronti delle discipline orientali ma che risultano, a mio parere, essere molto lontani dagli obiettivi più alti di queste discipline. Tali tecniche consistono nel sedersi sul pavimento, ad occhi chiusi, e come prima esperienza praticare la consapevolezza del proprio piano fisico. Attraverso il risveglio dell’attenzione è possibile divenire consapevoli dello stato di disagio o di sofferenza su questo piano. Esso si manifesta con la presenza di tensioni di vario tipo localizzabili nelle diverse aree del corpo". 

  Normalmente, si rimuovono le tensioni attraverso la decontrazione di tali parti, inducendo uno stato diverso da quello riscontrato. Si procede poi nei confronti dell’atto respiratorio spontaneo: si induce un ritmo che può richiamare stati di maggiore tranquillità e serenità che si riflettono anche sul piano emotivo. Infine attraverso l’autosuggestione, il più delle volte procurata con l’evocazione di immagini piacevoli, si può modificare il contenuto della mente. 

  "Ripeto che questo è forse il metodo maggiormente in uso nelle scuole di yoga sia occidentali, sia orientali poco “impegnate”. Tale metodo è “provvisoriamente” salutare ma, come ho già affermato, assai lontano dagli alti obiettivi dello yoga della “Conoscenza”. La Conoscenza oggettiva, risulta tale, solo se non viene alterata dalla partecipazione del meditante. Nella via più elevata, cioè, si procede sviluppando la qualità dello spettatore e, con l’esercizio, si impara ad essere coinvolti il meno possibile. La tecnica grossomodo è la seguente: lo studente si siede in posizione di meditazione e nella fase iniziale impara a contemplare il suo corpo senza intervenire, semplicemente prendendo atto delle sue tensioni". 

  La stessa cosa fa con il respiro: contempla il respiro spontaneo senza modificarne il ritmo. Infine, cosa assai più difficile, prova a osservare con distacco il contenuto della sua mente... proprio come dovrebbe fare uno spettatore “evoluto” in una sala cinematografica. Egli dovrebbe sempre essere cosciente di essere seduto, di respirare e essere consapevole che le immagini sullo schermo non sono la realtà oggettiva, ma la proiezione della mente del regista. Tale giusto atteggiamento non porta al coinvolgimento in un “falso” quale può essere un film che spesso viene scambiato dagli spettatori non “risvegliati” per il reale. 

  Il Vairagya o distacco, consente, a mano a mano che l’abilità del meditante si fa più raffinata, di affrontare gli strati più profondi del subconscio e dell’inconscio liberandoli per riviverli nuovamente nel conscio. In questo modo, senza coinvolgimento, possiamo conoscere la loro vera natura e origine e liberarci dalle impressioni che li rivestono. Essi torneranno ad essere utili come memoria-esperienza ma non saranno più in grado di creare disturbo nè impedimento all’esplorazione di ciò che sta oltre il mentale. 

  Trascendere il mentale, porta a conoscere la natura essenziale e reale delle cose, non più rivestite dalle sovrastrutture costruite dall’ego. E’ questa la via considerata della liberazione e conoscenza. 

mercoledì 13 agosto 2014

Necessità e difficoltà della Meditazione



di Don Alfredo Morselli  


Necessità della Meditazione 

  La pratica quotidiana della meditazione rende l'anima raccolta profondamente in Dio, mentre il tralasciarla la rende dissipata. (S. Francesco di Sales) 

   Un cristiano che non ama la meditazione è moralmente impossibile che viva fervoroso, ma vivrà tiepido e rilassato. A maggior ragione un sacerdote o un religioso. (S. Alfonso de Liguori) 

  La persona che non medita, conoscerà poco i suoi bisogni spirituali, poco i pericoli per la sua salvezza, poco i mezzi che deve usare per vincere le tentazioni, poco la necessità di pregare e certamente si perderà. (S. Alfonso dei Liguori) 

  La tentazione di lasciare la meditazione fu la maggiore che io ebbi ed avendola lasciata per un anno e mezzo mi ero già messa da me nell'inferno senza bisogno di demoni che mi facessero andare . Il demonio sa bene che un'anima fedele alla meditazione è perduta per Lui. (S. Teresa d' Avila) 

  La meditazione è il principio per acquistare tutte le virtù e tutti i cristiani devono praticarla. Nessuno, se Dio l'ispira a questo santo esercizio, oserà lasciarla. (S. Teresa d'Avila) 

  Quando noi pensiamo alle cose divine non per apprenderle, ma per innamorarci di esse, allora possiamo dire di fare meditazione, nella quale il nostro spirito come un'ape sacra, vola qua e là sopra i misteri della fede per estrarne il miele del divino amore. (S. Francesco di Sales) 

 Se un giorno non potete meditare, riparate questa perdita con brevi preghiere e atti d'amore, con la lettura di qualche pagina di buon libro o con qualche penitenza che impedisca la continuazione di questo difetto, rinnovando una ferma risoluzione, di non lasciarla il giorno dopo. (S. Francesco di Sales) 

  Iniziate sia l'orazione mentale che quella vocale col mettervi alla presenza di Dio, mantenete questa regola senza alcuna eccezione e in poco tempo ne sperimenterete il profitto. (S. Francesco di Sales) 


Difficoltà che incontriamo nel meditare  

  Voi mi dite che nella meditazione vi rimanete come un fantasma o una statua. Sappiate che il rimanervi così non è poco, perchè è grande felicità per noi stare alla presenza di Dio. Accontentatevi di ciò. Anche questo stare produce il suo frutto. (S. Francesco di Sales) 

  Perseverare nella meditazione senza ricavarne frutto non è tempo perduto, ma molto fruttuoso, perchè si lavora senza interesse per la sola gloria di Dio. (S. Teresa d'Avila) 

 Nella meditazione, dobbiamo sopportare con pazienza, quella folla di pensieri, di immaginazioni importune o di movimenti naturali e impetuosi, che provengono sia dall'anima per la sua aridità e dissipazione; sia dal corpo perchè non troppo sottomesso allo spirito. Ma non scorgeremo tutte queste imperfezioni se non quando Dio ci aprirà gli occhi dell'anima come usa fare con chi medita. (S. Teresa d'Avila) 

  L'uomo spirituale, quando medita, stia con attenzione amorosa in Dio e con tranquillità d'intelletto, quando non può meditare, pur sembrandogli di non far nulla. Se per questo avesse scrupoli rifletta che non sta facendo poco tenendo l'anima in pace senza bramosia o desideri. (S. Giovanni della Croce) 

  Se avviene che non avete gusto o consolazione nella meditazione, vi prego di non turbarvi. Se non restate consolato per la vostra grande aridità non preoccupatevi. Continuate a stare davanti a Dio con contegno devoto e tranquillo. Egli, certamente gradirà la vostra pazienza. (S. Francesco di Sales) 

martedì 12 agosto 2014

Alla ricerca dei nostri 5 talenti interiori. Ecco come scoprirli



di Redazione ANSA 
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http://www.ansa.it/sito/notizie/speciali/tempo_di_esami/2014/07/25/universita-ingegneria-ed-economia-facolta-con-piu-matricole-_0f0711e0-b0be-4c60-8e9f-f61a8c34cdb8.html 


Da uno studio americano, i consigli del Talent Coach Fiorella Pallas 

  La Gallup, società americana che studia le tendenze socio-economiche-demografiche di tutto il mondo, insieme allo psicologo Donald Clifton, ha studiato per 40 anni oltre 300.000 persone di successo di tutte le categorie sociali (studenti, casalinghe, impiegati, sportivi, liberi professionisti, top-manager, imprenditori, ecc.) per cercare di capire quali fossero le caratteristiche di pensiero, azione, comportamento che li portassero a raggiungere rapidamente i loro obiettivi. Il risultato di questo lungo studio ha portato a identificare 34 talenti e un test di 177 domande che fa emergere i 5 talenti dominanti di ogni individuo. 
  Scoprire i propri talenti è un passo importante che cambia anche la curva di apprendimento, verso una crescita esponenziale e inarrestabile. E’ stato infatti dimostrato che una persona può acquisire le competenze in qualsiasi settore, grazie ai suoi talenti, in soli 2 anni, competenze normalmente acquisibili in 10 anni. Nel mondo, oltre 1.000.000 di studenti hanno scelto questa strada per conoscersi al fine di orientare la propria vita non più a caso ma scegliendo un sentiero sicuramente più efficace. 
I TALENTI SECONDO LA CLASSIFICA GALLUP – Quali sono dunque i 5 talenti dominanti in ognuno di noi? Per scoprirlo, ecco la lista dei 34 talenti della Gallup, da leggere per identificare i propri 5. Per farlo è consigliabile chiedere anche il parere obiettivo di un amico o di qualcuno che si conosce bene. 
1 - L’IPERATTIVO (ACTIVATOR) - Ha sempre bisogno di fare qualcosa per creare progredire stimolare gli altri. Eccelle nel lanciarsi a capofitto nelle cose: quando iniziamo? 
2 - IL FLESSIBILE (ADAPTABILITY) - Dotato di scioltezza e spirito di adattamento, accoglie con facilità l’imprevisto, anche se le cose vanno diversamente dai programmi. 
3 - IL DETERMINATO (ACHIEVER) - Preciso, meticoloso, scompone i suoi progetti in tappe e obiettivi da raggiungere. Ha bisogno di evolvere in un universo prevedibile per realizzare i suoi obiettivi. 
4 - L’ANALITICO (ANALITICAL) - Analitico , logico e razionale, ama i fatti e vuole la prova di ciò che si afferma. Prende tempo e verifica tutto. Dicono di lui che è affidabile. 
5 - L’ORGANIZZATORE (ARRANGER) - è multifunzionale e gestisce diverse variabili in contemporanea per ottimizzare il risultato. Più una situazione è complessa più cerca le combinazioni di massima efficacia. 
6 - IL FOCALIZZATORE (FOCUS) - una volta presa la decisione, resta concentrato sull’obiettivo e investe tutta la sua energia finche non lo raggiunge. Può essere paragonato a un missile. 
7 - IL LEADER (COMMAND) - Sa e ama comandare, dare direttive e prendere in mano le situazioni. Il confronto, per lui, non è un problema. 
8 - IL POSITIVO (POSITIVITY) - Vede sempre il bicchiere mezzo pieno e il lato buono di ogni situazione. Eccelle nel mettere in luce ciò che è positivo. 
9 - IL RESPONSABILE (RESPONSABILITY) - il suo senso di responsabilità e dei valori, fa si che se dà la sua parola e si impegna per portare a termine il compito, costi quel che costi. Onestà rettitudine e lealtà sono i fondamenti della sua reputazione. 
10 - IL COMUNICATORE (COMMUNICATION) - Come un abile narratore, fa passare il messaggio rendendolo accattivante. Elabora la forma e non si accontenta di enunciare i fatti. 
11 - IL PERSUASIVO (WOO) - Sa convincere gli altri, persuadendoli del suo punto di vista. E’ bravo a sedurre e a vendere e soprattutto vuole piacere a tutti i costi. 
12 - IL MEDIATORE (HARMONY) - Sviluppa rapporti di collaborazione, creando armonia intorno a sé. Vuole a tutti i costi evitare le situazioni conflittuali. 

13 - L’EMPATICO (EMPATHY) - Sa mettersi al posto dell’altro e sentire ciò che prova, mantenendo la distanza necessaria per non essere travolto della emozioni altrui.
14 - IL COMPETITIVO (COMPETITION) - Confronta il livello delle sue prestazioni con quelle degli altri e ha bisogno di questo per trarre energia e motivazione poiché il suo obiettivo è essere il migliore riesce a fare sempre di più e meglio. 
15 - IL POTENZIATORE (DEVELOPER) - Riconosce il potenziale intorno a sé, sa vedere ciò che è unico e speciale nell’altro per sostenerlo ed aiutarlo a crescere. Sa vedere il potenziale e cerca modi per mettere le persone in ottica di crescita. 
16 - L’ECCELLENTE (MAXIMIZER) - L’eccellenza non è la media ma la sua misura: adora trasformare qualcosa di forte in superbo. E’ un naturale scopritore di talenti. 
17 - IL VISIONARIO (FUTURISTIC) - Ama guardare il futuro e questa immagine lo spinge ad andare avanti. E' un sognatore che vede i dettagli del domani, permettendogli di avere le visioni che gli permettono di andare avanti. 
18 - IL CREATIVO (IDEATION) - Innovativo, creativo e intelligente , le idee lo affascinano. Ama prendere il mondo come tutti lo conosciamo e rigirarlo in modo da vederlo da uno nuovo punto di vista. 
19 - LO STRATEGA (STRATEGY) - Questo modo particolare di pensare gli permette di trovare sempre le strade migliori. Vede soluzioni li dove tutti vedono complessità. 
20 - IL COLLEZIONISTA (INPUT) - E’ un curioso di natura e ama collezionare cosa tangibili, informazioni che immagazzina. E’ un ottimo archivista. 
21 - L’INTELLETTUALE (INTELLECTION) - Ama pensare, ragionare sulle cose: il piacere gli deriva dall’esercitare i suoi muscoli mentali. Ama stare da solo per andare in introspezione porsi le domande e darsi le risposte. 
22 - LO STUDIOSO (LEARNER) - Ama imparare, è il processo di apprendimento che lo interessa e non il risultato in termini di diploma o riconoscimenti. 
23 - IL CONNESSO (CONNECTEDNESS) - Crede che niente succede per caso nella vita, e che ogni cosa è collegata. Ha valori che lo guidano in ogni decisione. 
24 - IL DIFFERENZIATORE (INDIVIDUALIZATION) - Il tema lo guida ad essere intrigato dalle qualità uniche di ogni persona. Non gli piacciono le generalizzazioni perché non vuole oscurare ciò che è speciale e distinto di ognuno, mentre si focalizza sulle differenze negli individui. 
25 - IL RISERVATO (DELIBERATIVE) – Attento, vigile e riservato, sa che il mondo è imprevedibile. Sa evidenziare i rischi delle situazioni. 
26 - L’ACCOGLIENTE (INCLUDER) – Vuole sempre includere le persone per farle sentire nel gruppo. Non gli piacciono i gruppi esclusivi, tende ad evitarli. Vuole espandere il gruppo affinché tante persone possano beneficiare del suo supporto. Odia la vista di qualcuno che canta fuori dal coro. 
27 – IL SOLUTORE (RESTORATIVE) - Risolve i problemi, laddove gli altri si scoraggiano di fronte ai problemi lui si sente energizzato. Gli piace analizzare i sintomi, identificare ciò che è sbagliato e identificare le soluzioni. Gli piace riportare in vita le cose o le situazioni. 
28 - IL SICURO IN SE’ (SELF ASSURANCE) - Convinto che si risolleverà sempre, la critica non colpisce, la sua sicurezza e la fiducia in se stesso. Assomiglia al gatto che cade sempre in piedi. 
29 - IL CONTESTUALIZZATORE (CONTEST) - Ama guardare il passato per spiegare il presente. Per prendere decisioni ha bisogno di guardare indietro per capire la struttura di ciò che c’è sotto. 
30 - IL SISTEMATICO (DISCIPLINE) - Ama avere un mondo prevedibile e ordinato, quindi impone una struttura nel quale muoversi. E’ focalizzato nelle tempistiche e scadenze, è molto preciso. Vuole routine e strutture che gli permettano di mantenere il controllo sugli eventi. 
31 – IL COLLEGATORE (RELATOR) – Ama andare verso persone che già conosce per andare in profondità nelle relazioni, scrutare il dettaglio e capire tutto fino in fondo. 
32 – IL SIGNIFICATIVO (SIGNIFICANCE) – Vuole essere riconosciuto a tutti i costi, vuole essere ascoltato e apprezzato. Gli piace essere ammirato per il suo successo. E’ molto indipendente, perché vuole avere libertà d’azione. Su qualunque cosa si focalizzi, andrà verso l’alto fuori dalla mediocrità. 
33 – IL CREDENTE (BELIEF) - Ha dei forti valori, molto radicati: generalmente questo talento porta ad essere una persona con un credo molto radicato. 
34 - L’EQUO - L’equilibrio è importante, vuole che le persone siano trattate tutte allo stesso modo, ci deve essere parità di trattamento. Gli piacciono quindi le regole chiare e fare in modo che siano applicate: in questo modo tutto è prevedibile e imparziale.